Lu barrettu cu li campaneddi

da Luigi Pirandello

adattamento e traduzione di Mario Lubino

regia Marco Spiga

con Mario Lubino, Alessandra Spiga, Alessandro Gazale, Alfredo Ruscitto e Margherita Nurra

luci e fonica Marcello Cubeddu

Scritta nella variante linguistica siciliana “A birritta cu i ciancianeddi” fu rappresentata per la prima volta nel luglio del 1917 dalla compagnia di Angelo Musco a Roma. Al centro della vicenda troviamo Beatrice Fiorica che sospetta che il marito la tradisca con la giovane moglie di Ciampa, scrivano alle dipendenze del cav. Fiorica. Divorata dalla gelosia, pensa di smascherare la tresca, allontanando Ciampa con un pretesto e facendosi aiutare dal delegato di pubblica sicurezza Spanò, il cui compito sarà quello di sorprendere i due amanti in flagrante adulterio. Lo scandalo scoppia, Beatrice assapora per un attimo la vendetta, ma viene delusa dal delegato Spanò, il quale fa in modo che gli elementi desumibili dall’indagine risultino negativi. Ma ormai la voce si è sparsa e Ciampa è sulla bocca di tutti. L’unica soluzione che trova per riscattare il suo onore offeso, è quello di uccidere i due amanti ma, prima di mettere in atto il proposito, offre una soluzione alla signora Fiorica, quella di farsi credere pazza.

La Compagnia Teatro Sassari ha affrontato una delle opere più complesse e impegnative di Pirandello, che ben si adatta alla dimensione sarda, sia per i contenuti, sia per l’ambientazione. L’operazione si inserisce in quel filone che la Compagnia Teatro Sassari persegue da anni, cioè quello del confronto fra drammaturgie più articolate e complesse. 

foto di Michela Leo

x
>