Giovanni Maria Angioy
Storia di una rivoluzione mancata
di Michele Pio Ledda
regia Mario Lubino
con Stefano Dionisi, Aldo Milia, Paolo Colorito, Alberto Lubino, Michelangelo Ghisu, Teresa Soro, Mario Lubino, Claudio Dionisi, Alessandra Spiga, Marina Serra, Michele Pio Ledda
Coro Logudoro Usini - M° Dario Pinna
lAllestimento scenico Tomaso Tanda e Uccio Sisto
Disegno Luci e Fonica Tony Grandi
Il 28 febbraio 1796 Angioy fece il suo ingresso a Sassari e fu un ingresso trionfale, come liberatore, accolto da una folla festante.
A 230 anni dall'ingresso di Giovanni Maria Angioy a Sassari la Compagnia Teatro Sassari propone lo spettacolo sulla rievocazione storica del Moti Angioiani, sotto forma di recital, su un testo di Michele Pio Ledda, in cui l'Angioy, prima di partire per l'esilio, ripercorre le tappe più importanti della sua folgorante e disperata avventura.
L'Angioy ricorda i momenti salienti della sua vita, sia personale che politica. Figure care che appartengono ormai al passato, la madre Margherita Arras, il padre Pierfrancesco Angioy, la moglie Donna Annica Angioy, la vecchia Ambrogia Soddu, il suo maestro Domenico Alberto Azuni, i suoi seguaci Don Rubatta, Bonifacio Cocco, Don Obino. Nel ricordo vi sono anche i suoi nemici il Viceré Filippo di Vivalta, Pintoreddu, Pintor, Sulis, Cabras, Musso, prima suoi seguaci e poi traditori.
Con questo lavoro Michele Pio Ledda ricostruisce "l'uomo Angioy": il cittadino, lo sposo, il figlio, l'amico e ne racconta gli umori, gli amori e le speranze di questa figura ormai mitica della nostra storia.
Lo spettacolo è arricchito dalla presenza del Coro Logudoro di Usini che accoglie il pubblico al canto di "Procurade e moderare", e dall'esposizione delle foto del murales eseguito a Bono da Liliana Cano.












foto di Andrea Luppi